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Primo maggio, Hofer richiama pari opportunità sul lavoro

28/04/2026

Primo maggio, Hofer richiama pari opportunità sul lavoro

In occasione del 1° maggio, la Consigliera di parità Brigitte Hofer richiama l’attenzione sulle disuguaglianze che ancora attraversano i luoghi di lavoro, con particolare riferimento alle pari opportunità, al mobbing, alle molestie e alla violenza subita dalle donne nei contesti professionali.

Il divario tra regole e realtà quotidiana

Il quadro indicato dalla Consigliera parte dai dati europei. Secondo il Rapporto sulla parità di genere 2025 della Commissione europea, al ritmo attuale serviranno ancora sessant’anni per colmare i divari tra donne e uomini in Europa. Un orizzonte che, per Hofer, impone una riflessione concreta sulle condizioni in cui molte persone lavorano ogni giorno e sulle difficoltà che continuano a limitare l’accesso delle donne a percorsi professionali equi.

“Il lavoro rappresenta per molte persone una fonte di realizzazione personale e di indipendenza economica: è compito delle istituzioni fare in modo che questo sia possibile per tutte e tutti”, osserva Hofer, richiamando la responsabilità pubblica nella costruzione di ambienti lavorativi realmente accessibili e rispettosi.

Le donne restano penalizzate in modo strutturale. In Europa, il 31,8% delle lavoratrici madri lavora a orario ridotto, contro il 5% dei padri. Una condizione spesso legata ai carichi di cura, che incide sulla continuità professionale, sulla visibilità interna alle organizzazioni e sulle possibilità di raggiungere ruoli di responsabilità.

Part-time, carriere e differenze salariali

Queste dinamiche si riflettono anche sul piano economico. In Alto Adige il divario retributivo a svantaggio delle donne si attesta al 17,5%, dato che non riguarda soltanto differenze salariali dirette, ma anche percorsi di carriera diseguali, accesso più difficile alle posizioni apicali e minori opportunità di crescita.

“Parlare di parità significa guardare ai percorsi professionali concreti delle donne, alle opportunità di accesso e all’indipendenza economica”, afferma la Consigliera. In questo scenario, la nuova Strategia europea per la parità di genere 2026-2030 e la direttiva sulla trasparenza salariale, da recepire entro giugno 2026, rappresentano strumenti di riferimento per rendere più leggibili e correggibili le disparità.

Molestie, mobbing e parole dette nelle istituzioni

Un fronte seguito con continuità dall’Ufficio della Consigliera di parità riguarda la violenza, le molestie e il mobbing nei luoghi di lavoro, fenomeni che colpiscono in misura sproporzionata le donne e richiedono risposte organizzative, culturali e normative. Hofer richiama anche un episodio recente avvenuto in Alto Adige, durante una seduta pubblica di un Consiglio comunale, dove un sindaco avrebbe sostenuto che le donne farebbero meglio a restare a casa con i figli, accompagnando l’affermazione con generalizzazioni offensive verso le lavoratrici della pubblica amministrazione.

Per la Consigliera, dichiarazioni pronunciate in una sede istituzionale da chi ricopre un incarico pubblico non possono essere trattate come opinioni private, perché incidono sul clima culturale e sulla percezione del ruolo delle donne nella vita lavorativa e amministrativa.

“La prevenzione delle discriminazioni e di ogni forma di violenza sul lavoro riguarda la qualità ordinaria degli ambienti lavorativi. Investire in questo significa investire nella produttività, nel benessere e nella coesione”, conclude Hofer, ribadendo che pari opportunità, dignità e rispetto sono condizioni essenziali per una società capace di includere tutte le persone.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.