Pandemia a Bolzano, audizione sul sociale: famiglie sotto pressione
24/04/2026
La commissione d’inchiesta sulla gestione della pandemia di Covid in Alto Adige ha aperto il capitolo dedicato al settore sociale con un’audizione che ha riportato al centro la prima fase dell’emergenza, le chiusure dei servizi, il peso ricaduto sulle famiglie e le difficoltà affrontate dalle strutture per anziani, disabili e prima infanzia.
Servizi chiusi e carico sulle famiglie
La seduta si è svolta il 21 aprile 2026 sotto la presidenza di Brigitte Foppa, dopo nove incontri già dedicati al tema della sanità. Davanti alla commissione sono intervenuti Waltraud Deeg, ex assessora provinciale alla famiglia, agli anziani, alle politiche sociali e all’edilizia abitativa, Luca Critelli, ex direttore del Dipartimento politiche sociali, Michela Trentini, direttrice della Ripartizione politiche sociali della Provincia autonoma di Bolzano, e Liliana Di Fede, direttrice generale dell’Azienda Servizi Sociali di Bolzano.
Secondo quanto riferito dalla presidente Foppa, l’audizione ha permesso di ricostruire soprattutto la prima ondata della pandemia, quando numerosi servizi sociali furono costretti alla chiusura per effetto delle disposizioni statali. Tra le strutture coinvolte figuravano i centri diurni per persone con disabilità e i servizi di cura per la prima infanzia. Una decisione che, nel giro di poche settimane, trasferì sulle famiglie un carico molto pesante, in particolare nei nuclei già esposti a fragilità sociali, economiche o assistenziali.
L’Alto Adige, è stato ricordato durante la seduta, fu però tra i territori che avviarono prima le riaperture: già nell’estate del 2020 molti servizi risultavano nuovamente operativi, pur in un quadro segnato da limiti organizzativi, protocolli sanitari e timori ancora molto forti.
Autonomia provinciale, salute e diritti
Uno dei passaggi centrali dell’audizione ha riguardato il rapporto tra direttive statali e margine d’azione della Provincia autonoma di Bolzano. Critelli ha richiamato il confronto costante tra autonomia locale, tentativo di ampliare gli spazi decisionali e norme nazionali orientate alla tutela della salute pubblica. Il nodo, ha spiegato Foppa, si è posto soprattutto nell’area di contatto tra sociale e sanitario, dove la distinzione delle competenze ha inciso concretamente sulla gestione dei servizi.
Durante l’emergenza, la tutela della salute fu posta al primo posto, con effetti rilevanti su altri diritti e bisogni. Dall’audizione è emerso che persone vulnerabili e svantaggiate subirono conseguenze particolarmente pesanti, anche perché in Italia non si sviluppò un confronto ampio sui diritti fondamentali paragonabile a quello avvenuto in Germania. Tra le possibili ragioni è stato citato il forte impatto emotivo provocato dalle immagini e dalle notizie provenienti da Bergamo nella fase più drammatica della pandemia.
Waltraud Deeg ha affrontato anche il tema della responsabilità politica, riconoscendo la difficoltà di assumere decisioni capaci di incidere in modo profondo sulla vita quotidiana delle persone. L’ex assessora ha dichiarato di aver agito in buona fede, aggiungendo di voler chiedere scusa qualora alcune scelte abbiano causato sofferenza.
Sospensioni e strutture, le ferite ancora aperte
Nel confronto con Michela Trentini e Liliana Di Fede è stato discusso anche ciò che, alla luce dell’esperienza maturata, avrebbe potuto funzionare meglio. Tra i punti emersi figurano la preparazione insufficiente, la necessità di una maggiore coordinazione tra servizi locali e regioni, e l’esigenza di progettare strutture sociali più adatte alla gestione di eventuali emergenze, con spazi separabili soprattutto nelle residenze per anziani.
La commissione ha affrontato infine il tema delle sospensioni dal lavoro, disposte a livello statale durante la pandemia. Le dirigenti presenti hanno spiegato che nel settore sociale si cercò, per quanto possibile, di valutare le diverse situazioni. Resta però il dato richiamato da Foppa: molte persone sospese non sono più rientrate in servizio. Una perdita per le strutture e per gli stessi lavoratori, con fratture personali e professionali ancora percepibili.
La commissione d’inchiesta tornerà a riunirsi mercoledì 13 maggio 2026.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.